Storia

Col de la Seigne

Il Col de la Seigne era un passaggio già noto ai Romani e continuò ad essere usato fin in epoca medievale, periodo durante il quale le favorevoli condizioni climatiche consentivano l'utilizzo di passaggi alpini in alta quota per molti mesi all'anno.

Bisogna però aspettare il 1863 perché il Tour du Mont Blanc, e soprattutto il Col de la Seigne, assuma un ruolo di spicco nei racconti dei viaggiatori e alpinisti inglesi. John Ball, presidente dell'Alpine Club, cita espressamente il Col de la Seigne annoverandolo tra i più bei punti panoramici di tutto il percorso, in grado di "rendere sempre questa parte della via estremamente interessante per i veri amanti della natura".

La seconda guerra mondiale

La Casermetta al Col de la Seigne testimonia un periodo di difficile convivenza tra le nazioni al di qua e al di là delle Alpi, rappresentando infatti un avamposto lungo la frontiera tra Italia e Francia costantemente sorvegliato da un presidio militare.
 Negli anni Trenta, con il salire della tensione internazionale, nel settore del Monte Bianco si svolsero spettacolari esercitazioni con manovre di reparti militari in alta quota. Il momento più buio vissuto in questi luoghi è legato al secondo conflitto mondiale, durante il quale il Col de la Seigne fu teatro di uno degli attacchi sferrati dall'esercito italiano alle spalle di una Francia ormai battuta dalla Germania nazista.

Ancora oggi sono riconoscibili ovunque in quest'area i resti delle fortificazioni e delle postazioni di tiro ed i sentieri tra il Mont Fortin ed il Col Chavanne ricalcano i vecchi camminamenti militari.

Molti fatti storici hanno come scenario la Val Veny. In particolare la tragedia dell'aereo militare B-17 "Flying Fortress"  che intorno alle ore 4:00 del 1° novembre 1946 si è concluso improvvisamente e catastroficamente schiantandosi sull' Aiguille des Glaciers, a 3800 metri d'altitudine, all'estremità sud-ovest del massiccio del Monte Bianco. L'impatto è stato tale che l'aereo si disintegrò completamente, disperdendo parti meccaniche ed i resti dei corpi dei suoi 8 uomini d'equipaggio, su una vasta area su entrambi i lati del confine.

La casermetta

Dopo la fine del secondo conflitto mondiale, la storia della Casermetta prese finalmente una strada diversa. Nell'inverno del 1945, un gruppo di aspiranti allievi maestri di sci si riunì, sotto la direzione di Francis Salluard, per ridare vita alla Scuola di Sci Monte Bianco. Le difficoltà erano considerevoli, le risorse economiche scarseggiavano e le attrezzature sciistiche difettavano, così gli aspiranti allievi si appropriarono degli sci bianchi di frassino abbandonati dall'esercito tedesco al Col de la Seigne durante la precipitosa ritirata che seguì il 25 aprile.