Ricordate che il GTC è una gara impegnativa, che si svolge in alta montagna, per la maggior parte oltre i 2000 metri di quota.
Valutate bene che cosa mettere nello zaino e che abbigliamento indossare, soprattutto durante la notte.
Per i corridori del GTC100 e GTC55:
A causa delle abbondanti nevicate di fine primavera, sono presenti sul percorso dei nevai piuttosto estesi. I nostri tracciatori hanno battuto tutto il tracciato e preparato i nevai per il vostro passaggio.
Per la vostra sicurezza si è deciso di rendere obbligatorio avere i ramponcini e consigliamo fortemente di utilizzare i bastoncini.
In prossimità dei passaggi più impegnativi ci saranno delle guide alpine pronte a dare una mano, se vi troverete in difficoltà. Saranno riconoscibili grazie ai gilet gialli che indosseranno.
Sempre a causa della neve, non faremo il passaggio dietro le Pyramides Calcaires. Quindi dal col de la Seigne si scende diretti al rifugio Elisabetta, seguendo il sentiero del Giro del Monte Bianco.
Attenzione anche al fango. Il terreno è carico di acqua, quindi molto sdrucciolevole.
Per i corridori del GTC30: non incontrerete particolari difficoltà. Il percorso è tutto tracciato e non ci sono nevai da attraversare. Non sono richiesti i ramponcini.
I nostri volontari hanno tracciato tutto il percorso con bandierine rosse, cartelli e segni con vernice verde.
Seguite sempre le bandierine e non sbaglierete il percorso.
Attenzione agli attraversamenti stradali. Dove possibile ci saranno dei volontari a controllare, soprattutto nella parte iniziale dove sarete in tanti, comunque ricordatevi che vige, come sempre, il rispetto del codice stradale.
Per i corridori del GTC100 e GTC55, prestate attenzione alla biforcazione dei percorsi al rifugio Maison Vieille. Ci saranno cartelli ad indicarvi la strada da prendere, quindi seguite quelli.
Chi fa il GTC100 deve prendere verso il Monte Bianco (sinistra) per scendere sulla Val Veny.
Chi fa il GTC55 prende verso destra per scendere su Courmayeur.
Il percorso nell’abitato di Courmayeur sarà segnalato con diversi cartelli e bandierine appesi ai pali e alle ringhiere e dovunque sarà possibile. Fate attenzione perchè muovendosi tra la gente è facile perdere la strada. Noi faremo il nostro meglio per portarvi fino all’arrivo!
I ristori sono organizzati con tutto quello che vi può servire. Sono a circa 8/10 km l’uno dall’altro. Non sottovalutate l’importanza di avere una buona scorta di acqua, soprattutto nella parte della Val Ferret (quindi per chi farà il GTC100 e GTC30). La balconata è lunga e sempre al sole!
Ad ogni ristoro verrete cronometrati, così sapremo in tempo reale dove vi trovate.
Potrebbe succedere che qualcuno decida di ritirarsi. Ricordate che dovete sempre comunicarlo ai volontari che troverete ai ristori per poter organizzare il vostro rientro su Courmayeur. Le navette per riportarvi a Courmayeur saranno a Arpy, La Thuile, Youlaz, rifugio Elisabetta (Lago Combal), Brenva, Leuchey.
Anche chi si fermerà a Skyway, una volta sceso in funivia, verrà recuperato dai nostri volontari.
Per i corridori del GTC100:
Insieme al pettorale vi verrà consegnato un pass che permetterà ad un vostro accompagnatore di salire al Pavillon con la funivia di Skyway. Basterà presentare il pass alla biglietteria per avere il biglietto di andata e ritorno fino al Pavillon. Un pass, un biglietto gratuito. L’ultima funivia in discesa da Pavillon sarà alle 22:30.
Al Pavillon verranno trasportate le sacche corridori. Una volta che sarete passati o se vi ritirerete prima del Pavillon, verranno riportate a valle con la funivia. Non possiamo garantire un servizio rapido perché siamo vincolati alla disponibilità che ci darà il gestore dell’impianto. Dovrete avere pazienza e aspettare il tempo necessario. Ricordate che i volontari non sono responsabili di eventuali ritardi. Potrebbero essere necessarie anche delle ore prima che la vostra sacca rientri a Courmayeur. Consigliamo quindi di avere un cambio di vestiti a Courmayeur.
Al Pavillon troverete la mensa, il medico e i massaggiaTOR.
IMPORTANTE: non ci sono le docce.
Alle scuole elementari di Courmayeur, dove andrete a ritirare il pettorale, sarà allestita la Base Vita. Lì troverete le docce, la mensa, un posto per dormire poche ore, il medico e i massaggiaTOR.
Non verranno tenuti in consegna i vostri bagagli e non è una soluzione alternativa per dormire tutta la notte.
Avrete un buono pasto che dovrete consegnare ai volontari e che vi dà diritto ad un pasto completo. Durante la notte la cucina potrebbe chiudere per permettere al cuoco di dormire un po’. Cercheremo comunque di fornire a tutti qualcosa di caldo.
Venerdì: saranno possibili temporali durante la giornata, che andranno ad esaurirsi durante la sera/notte. Partite con un abbigliamento adeguato, soprattutto per la notte che passerete tutta in quota.
Sabato e domenica: due giornate di bel tempo con temperature calde. Ricordate che affronterete la salita al Pavillon e tutta la balconata della Val Ferret al sole. Organizzatevi con sufficiente acqua.
Ulteriori aggiornamenti li daremo al briefing sulla linea di partenza.
Chiudiamo questo briefing, con un grande in bocca al lupo a tutti. Ricordatevi che il trail running è sport, divertimento e fair play sono imprescindibili: rispetto per voi stessi, per gli altri corridori, per i volontari e per l’ambiente.
Hotel, appartamenti, chalet, bed and breakfast, ostelli e rifugi di montagna…
Il rifugio è situato in una piccola e assolata vallata,
al cospetto del Monte Bianco




Rifugio Maison Vieille
Col Checrouit – Courmayeur
1500 atleti provenienti da 40 nazioni, entusiasmo ed emozioni per un’undicesima edizione che regala finalmente una giornata di gloria all’Emilia-Romagna con un tris di prestigio su tutte e tre le gare: la GTC100, la GTC55 e la GTC30.
Tanto pubblico ad affollare il centro di Courmayeur e una splendida atmosfera per quella che è stata una vera festa del trail running.
Nomi di alto livello nella gara regina, con un’emozionante partenza con le luci delle frontali alle ore 22 da piazza Abbé Henry e vissuta in particolare sulla sfida tra i due habitués delle gare di VDA Trailers, Simone Corsini e Franco Collé.
Dopo una notte trascorsa tra nebbia e pioggia a farsi compagnia, l’emiliano classe 1992 ha deciso di voler mantenere lo scettro conquistato l’anno scorso lanciando l’allungo decisivo su Collé e Augrit tra il Mont Fortin ed il Rifugio Elisabetta, incrementando ulteriormente il suo vantaggio man mano che passavano i chilometri.
Una gara perfetta per Corsini, che ha dimostrato di avere più benzina del valdostano che ha dovuto riconoscere la superiorità dell’avversario.
Simone Corsini ha quindi vinto in 15h02’36”, abbassando di circa 8 minuti il suo tempo dell’anno scorso, mentre Franco Collé, trionfatore nel 2018, ha fermato il cronometro in 15h29’13”. Terzo posto per lo svizzero Nico Lacher, “spuntato” tra i pretendenti alla vittoria finale alle prime luci dell’alba e terzo in 16h19’15”.
“Vincere fa sempre piacere, farlo a Courmayeur è poi un’emozione particolare – commenta Corsini. Oggi è stata dura, correre insieme a Collé è stato molto impegnativo ma anche un bello stimolo. Nella discesa del Col de la Seigne sono riuscito a cambiare passo e andare via”.
Una sfida, quella con Collé, che potrebbe ripetersi a settembre: “Non scherziamo, al Tor des Géants comanda Franco, ma mai dire mai”.
Ha invece fatto gara a sé Lisa Borzani, terza l’anno scorso e già vincitrice nel 2019, autrice di un’autentica prova di forza che la pone al 7° posto della classifica assoluta. Anche lei ha deciso di ingranare la quarta nella notte, seminando Melissa Paganelli, l’anno scorso prima nella GTC55 e seconda al Tor des Géants. Borzani, che il TOR lo ha vinto due volte, è arrivata in solitaria in 17h28’31”, infliggendo alla bergamasca un vantaggio di circa un’ora (18h55’23”). Sale sul podio anche la tedesca Basilia Förster, terza in 19h32’45”.
“Oggi è andata bene, sono contentissima di essere riuscita a fare quello che ho fatto – spiega Borzani. Nella notte siamo rimaste insieme io e Melissa per i primi 30 km, poi ho provato a correre sulla salita del Col d’Arp ed è andata bene. Il meteo è stato un po’ bizzarro, in quota faceva freddo e sotto un caldo pazzesco”.

GTC2023 – Fabiola Conti – Photo Alessandro Zambianchi | Zzam! Agency
Lotta serrata nella GTC55, dove a spuntarla sono stati ancora un emiliano ed una valdostana. Gianluca Galeati ha gestito bene le sue forze lungo tutto il percorso pur tenendo un ritmo forsennato, coronato da un tempo stratosferico: mai si era scesi sotto le 6 ore, ma Galeati ha fatto addirittura nettamente meglio, chiudendo in 5h33’58”.
Ottimi i tempi anche degli inseguitori, con Alessandro Macellaro secondo in 5h38’52” e il francese Ben Bradford terzo in 5h54’41”.
“Questi posti mi trasmettono un’energia speciale, oggi mi sentivo bene e sono contento di questa vittoria – dice Galeati. Che ha poi un pensiero per la sua regione: Stiamo vivendo un periodo davvero duro, è difficile spiegarlo”.
Era la favorita d’obbligo e non ha deluso le attese Giuditta Turini, che ha tagliato il traguardo del Jardin de l’Ange pochi minuti dopo il suo compagno Franco Collé. Turini ha chiuso la sua prova in 6h36’21”, vincendo la bella sfida con Agnese Valz Gen, seconda in 6h49’40”, a sua volta davanti di 1’10” sull’altra italiana Irene Mantica.
“Una gara durissima, non avevo abbastanza allenamento – dice una stanca Turini. Per fortuna c’era una temperatura ideale per correre”.

GTC2023 – Giuditta Turini – Photo Leonardo Betolin | Zzam! Agency
I primi ad alzare le braccia al cielo sono stati gli atleti della GTC30, partita alle 9 del mattino. A vincere sotto le tre ore è stato Mattia Reggidori (2h57’35”), davanti allo statunitense Zach Violett (2h59’26”) ed al francese Pierre Arz (3h02’38”).
“Aver corso la gara l’anno scorso ha sicuramente aiutato perché sapevo dove erano le salite e le discese – commenta Reggidori. Ho cercato di non perdere troppo terreno in salita su Violett e poi in discesa sono riuscito a vincerla. L’anno prossimo mi piacerebbe fare la GTC55”.
Pronostici più che rispettati nella gara femminile, con Fabiola Conti – iscrittasi in extremis – 6° assoluta con il tempo record di 3h22’10” a precedere la statunitense Kaitlin Allen (3h29’06”) e Agnese Sobrero (3h50’31”).
“Ci tenevo a fare questa gara perché l’anno scorso non ero riuscita – dice a caldo la vincitrice. Vengo da un periodo difficile e sono contenta di aver fatto bene. Nella prima salita sono stata ripresa, sono riuscita a tenere di testa e sulla balconata della Val Ferret ho dato gas. Quest’anno le discese sono diventate più facili per me e sono riuscita ad andare forte”.
Un Premio Speciale al Fair Play è stato consegnato da La Sportiva all’atleta di Hong Kong Au-Yeung Cham.